Il biliardo è uno tra i giochi più diffusi in Italia, si stima che oltre 10 milioni di italiani siano appassionati alle sfide che disputano lungo il tavolo rettangolare; eppure le sue origini si perdono nella notte dei tempi.
Pare che i primi prototipi di questo gioco risalgano agli Antichi Romani e a delle sfide praticate dai senatori con delle biglie lanciate tramite delle stecche rudimentali.
Tuttavia la prima testimonianza scritta del biliardo risale ai tempi dei Cavalieri Templari in cui si parla di un gioco praticato tramite “mazza e palla” in cui si sfidavano alcuni viaggiatori cinesi.
La paternità del gioco del biliardo al momento è contesa tra Francia e Inghilterra: la prima si arroga il vanto dell’origine del termine “billiard” che deriva dalla parola “bille”, mentre la seconda imputa a un certo Sir William Kew, bottegaio, l’origine del biliardo, praticato inizialmente come passatempo sul suo scrittoio di stoffa verde.
Le opinioni circa le origini del biliardo e la sua invenzione sono discordanti; ma gli aneddoti e le curiosità a proposito del gioco non mancano. Tante le leggende legate al biliardo e anche le stravaganze e gli eccessi che si accompagnano alla sua pratica.

Le origini del biliardo francese

Secondo i francesi la fondazione del biliardo risale al 1429, anno della pubblicazione del libro “journal d’un bourgeois de Paris” d’autore sconosciuto in cui venivano illustrate le regole di un nuovo gioco: il billiard.
Il primo biliardo fu commissionato da re Luigi XI a un importante falegname nel 1470, e pare fosse un gioco molto amato dalla corte del re. Le prime sale da biliardo furono collocate proprio nelle grandi corti europee, ciascuna corte giocava secondo differenti regole e modalità.
Sempre in questi anni si ha notizia di un nobile francese, Francois Villon, che lasciò in eredità ai propri figli “un biliardo nel quale è spinta la bilia.”
A un altro re di Francia, Carlo IX, si attribuisce una curiosa leggenda: nel 1572, nella terribile notte di San Bartolomeo, il re abbandonò sul tavolo la stecca del proprio biliardo per compiere la strage degli Ugonotti, il peggior massacro religioso del secolo.

Le origini del biliardo inglese

Nel medioevo in Inghilterra si sviluppò un gioco molto simile al biliardo, denominato balyard che si disputava su una superficie sopraelevata. Da lì a poco tempo si iniziò a lavorare alla costruzione di tavoli molto grandi che avrebbero ospitato le partite del nuovo gioco diffuso soprattutto nelle corti e negli ambienti benestanti.
Leggenda narra che Maria Stuarda, imprigionata nel castello di Fotheringay, scriveva per lettera all’arcivescovo di Glasgow lamentandosi d’essere stata privata persino del suo tavolo da biliardo.

Il biliardo in Italia

Parallelamente il gioco del biliardo si diffondeva anche nel nostro Paese, alcuni documenti ufficiali attestano la disputa di partite di biliardo già nel 1500. Pare che in Italia il gioco fosse diffuso soprattutto tra le gerarchie ecclesiastiche e, in particolare, a Napoli era molto in voga. Con il tempo il gioco si differenziò in due tipologie: la specialità detta all’italiana veniva praticata soprattutto negli ambienti di corte, mentre una seconda varietà di gioco, più popolare, detta goriziana, si diffuse nel contado.
In Italia curiosamente il gioco del biliardo riuscì a unire, sin da subito, le classi privilegiate a quelle più popolari divenendo una passione comune a tutti.

Ancora oggi, il gioco del biliardo è in grado di unire persone di tutte le età e di ogni estrazione sociale. Basta vivere una serata nell’atmosfera vivace di Bingo Venezia per scoprirlo, il divertimento offerto dal biliardo non ha tempo!